Come Coltivare la Clivia Miniata

Cerchi qualcosa di veramente particolare per dare alla tua casa un tocco di originalità? Allora questa è la guida che fa al caso tuo. Potrai imparare in pochi passi tutti i segreti per coltivare al meglio la clivia, una bella pianta ornamentale che ti darà la possibilità di rendere la tua casa unica.

La clivia è una pianta che va molto di moda come ornamento all’interno delle nostre case. Questa pianta ha le radici carnose, spesse, caratterizzata da lunghe foglie di colore verde scuro lucide, inserite una nell’altra alla base e disposte sullo spesso piano, come un ventaglio. Sono rese ancora più belle da una o più inflorescenze costituite da fiori a trombetta, di colore arancio, ne esistono alcune varietà i cui fiori sono gialli oppure rossi. Ora conosci meglio questa pianta e t’insegnerò come coltivarla al meglio.

Per lo sviluppo e la crescita di questa pianta è molto importante che tu riesca a scegliere una posizione ideale a soddisfare tutte le esigenze di questa pianta. Dovrai metterla in modo che riceva molta luce, ma l’elemento davvero essenziale per lo svilupo della tua pianta è la temperatura. Dall’inizio dell’autunno fino all’apparizione sei fusti floreali, dovrai fare in modo che la temperatura sia fresca, sui 5 o 12 gradi. Nel rimanente periodo potrai sistemare la tua pianta in un ambiente più caldo in cui la luce sia filtrata. Se riuscirai a mantenere la temperatura sui 15-18°C la fioritura della tua pianta durerà di più.

Dovrai mantenere il terriccio umido da primavera fino alla fine dell’estate, e ogni quindici giorni dall’inizio della fioritura e per tutta l’estate, forniscile anche del fertilizzante ordinario. Durante il periodo di riposo vegetativo dovrai bagnare la tua pianta pochissimo, il minimo indispensabile per evitare il totale disseccamento del terreno.

Per conservare la tua pianta al meglio e farla rifiorire dovrai rispettare il suo periodo di riposo invernale, indispensabile alla formazione dei boccioli. Non dovrai mai rinvasarla, a meno che le radici non escono dal vaso e comunque sempre dopo la fioritura. La pianta riesce a fiorire meglio se si trova stretta nel suo vaso.

Come Rassodare le Braccia

Rassodare i muscoli delle tue braccia non vuol dire solo migliorare il loro aspetto esteriore, ma significa soprattutto aumentare la massa muscolare, un aumento del tono muscolare porta un miglioramento del metabolismo, che con la sua attività brucerà più calorie. La guida contiene alcuni esercizi da fare per migliorare la struttura dei muscoli delle braccia.

Organizza un piano di allenamento tutto tuo. Per 20 minuti al giorno, puoi camminare, correre, andare in bici oppure fare esercizi in palestra per le braccia. Le corse e le passeggiate dovranno essere accompagnate da movimenti degli arti superiori. Bevi acqua prima dell’inizio della tua attività, meglio se ti mantieni ben idratata.

Se non sai che esercizi svolgere, eccoti alcuni esempi: Poni una sedia di fronte al tuo corpo, metti le mani sul bordo della sedia ed effettua degli affondi, questo esercizio gioverà molto sia agli arti inferiori che superiori. Quando ti abbassi, fallo lentamente e piega i gomiti fino a formare un angolo di 90 gradi con le braccia. Ripeti questo esercizio per 14 volte x 3 (tre serie da 14 con una pausa di un minuto tra una serie e l’altra).

Per le braccia sono molto importati i sollevamenti di peso. Se sei una ragazza non spingerti oltre i 3 kg! Anzi, anche con 3 kg potrebbero essere esagerati se vuoi semplicemente rassodare. Al posto dei pesi potresti utilizzare due bottiglie d’acqua da 2 lt. Fai dei sollevamenti. Impugna le bottiglie e tieni le braccia lungo i fianchi, da qui puoi: piegare il gomito e portare il peso in petto, oppure alzare le braccia fino a portarle perpendicolarmente al tuo corpo, sempre tenendole lungo i fianchi. Con questo ultimo movimento rassoderai i tricipiti, con il primo, rinforzerai i bicipiti.

Impugna i pesi e portali all’altezza del petto. Fai delle aperture come se volessi delineare due distinte circonferenze con le braccia. Oppure, impugnando i pesi, e poni le mani all’altezza delle spalle, da qui spingi le braccia verso l’alto. Anche per questi esercizi puoi fare 3 serie da 14 con brevi intervalli tra una serie e l’altra.

Come Coltivare la Coleus Blumei

Cerchi una bella pianta che ti permettà di dare un tocco di vitalità alla tua casa? Allora questa è la guida giusta per te. Ti insegnerò a coltivare una bellissima piantina, che potrai sistemare al meglio nel tuo appartamento. Grazie alla mia guida scoprirai tutti i semplici segreti per farla crescere bella e forte in modo semplice.

La coleus è una pianta dal portamento cespuglioso e può raggiungere fino a un metro di altezza in vaso; la sua fioritura è insignificante, ma la sua bellezza deriva dal suo fogliame screziato che può essere di vari colori. Come pianta d’appartamento è molto diffusa, ma può essere utilizzata al meglio per abbellire le aiuole esterne. Adesso ti spiegherò come coltivarla in pochi semplici passi.

Come prima cosa dovrai trovare la posiziona ideale per soddisfare le esigenze della pianta stessa. Dovrai mantenere la tua pianta tutto l’anno sempre in piena luce, evitando soprattutto in estate il pieno sole. Per mantenere il fogliame folto e colorato non dovrà mai mancargli la luce. La temperatura minima che la pianta può sopportare è di 8 gradi.

Per mantenere la pianta sempre rigogliosa e viva dovrai annaffiarla spesso. Nel periodo che va dall’inizio della primavera alla fine dell’estate dovrai aggiungere, ogni 10-15 giorni, del fertilizzante ordinario all’acqua delle annaffiature. In inverno quando la temperatura è bassa dovrai annaffiarle meno.

Questa pianta se la curerai bene ti durerà per anni, gli basta tanta luce e acqua. A primavera dovrai rinvasarla usando del terriccio ordinario, così da rinnovare gli elementi nutritivi per la pianta. Dovrai potarla spesso in modo da allargare la pianta rendendola più folta, e rendendola così più bella. Adesso non ti resta che metterti a lavoro.

Come Scegliere Scarpe da Running

Qualche post fa vi ho parlato della corsa e di cosa fare quando si comincia, come organizzarsi al meglio per raggiungere gli obiettivi prefissati che siano il dimagrimento o il mantenersi in buona forma.

Dopo avervi dato quindi qualche consiglio passiamo alla scelta delle scarpe giuste per correre. Questo è un argomento delicato perchè se decidiamo di impegnarci seriamente in uno sport, la scelta della scarpa non è un obiettivo trascurabile, soprattutto per quel che riguarda la corsa.

I nostri piedi infatti possono appoggiare diversamente al terreno durante la corsa a seconda se siamo pronatori o supinatori. I pochi “fortunati” che hanno un appoggio neutro possono utilizzare la maggior parte dei tipi di scarpe neutre in circolazione.

Ma come capire il tipo di appoggio del nostro piede e di conseguenza scegliere la scarpa giusta che va a compensare questa particolarità del piede?

Esistono dei negozi di accessori sportivi dove potete trovare del personale specializzato che potrà consigliarvi la scarpa adatta che correggerà meccanicamente l’appoggio plantare.

Il personale effettuerà un’analisi della camminata ed esaminerà un paio di scarpe vecchie per vedere dove normalmente si usurano di più e terrà conto del vostro peso.

I pronatori sono quelli che durante la corsa tendono nella rullata ad appoggiare il piede verso l’interno.

La tensione articolare si riduce ma quando la pronazione è accentuata il rischio è quello di incorrere in lesioni.

Da un paio di scarpe che usate abitualmente potete capire se siete pronatori, se la suola si usura sotto la pianta del piede e soprattutto nell’area dell’alluce e sul lato interno del tallone.

Supinatori sono quelli che durante la corsa tendono ad appoggiare il lato esterno del piede soprattutto il tallone in modo accentuato, la scarpa presenta si presenta quindi usurata nella zona esterna del tallone

La scarpa di chi ha un appoggio neutro non presenta usure accentuate particolari se non dal tallone all’alluce in modo regolare.

Per risolvere problemi particolari è poi possibile utilizzare le talloniere. Su questo argomento è possibile vedere questo articolo sulle talloniere per maggiori informazioni.

Il consiglio è di non fare da voi, ma di rivolgervi a personale competente, e tenete presente che non vale la pena risparmiare troppo sulla scarpa da corsa.

Dieta Slim Date – Come Funzion

La Slim Data è la nuova mania dietetica in voga, made in France. Si basa sulla suddivisione dei cibi in zone, ad ogni zona corrispondono cibi più o meno leggeri.

Per esempio la zona verde comprende tutti gli alimenti che si possono consumare liberamente, quindi verdure a foglia verde, broccoli, melanzane, carciofi, arance, kiwi, noci, tofu, mandorle, nocciole, caprino fresco, pollo, cipolla cruda, sottaceti, acqua, the e tisane.

La zona arancione comprende alimenti che si possono consumare solo abbinati a quelli della zona verde e quindi barbabietole, verze cotte, piselli freschi, anacardi, noci del Brasile, pinoli, pistacchi, cereali integrali senza zucchero, orzo, pane ai cereali, ceci, fagioli bianchi, pesce fritto, ceci, mais , piselli in scatola, succhi di frutta e alcolici, olio extravergine, cipolle cotte, dolci.

Zona rossa, comprende cibi da consumare in maniera moderata come carote cotte, fagioli bianchi o borlotti in scatola, piselli secchi, zucca, zucchine cotte, albicocche, banane, castagne, datteri, fichi, freschi e secchi, frutta sciroppata, mele cotte, prugne secche.

Couscous precotto, cracker integrali, fette biscottate integrali, fiocchi d’avena, gallette di riso, grissini, muesli, miglio, pane a cassetta, bianco, azzimo, e brioche, patate, polenta, riso bianco, salatini.

Proteine come formaggi stagionati, fermentati o fusi, latte intero, mortadella, pesce affumicato o sott’olio, prosciutto crudo, salame, salsiccia, uova fritte o strapazzate.

Zona viola, cibi off limits o comunque da consumare pochissimo come arachidi, mandorle salate, biscotti non integrali, cereali da colazione zuccherati o raffinati, pane bianco, patatine, riso precotto o soffiato, salumi e wurstel.

La dieta Slim Data si basa in realtà sull’indice di stoccaggio degli alimenti calcolato in base all’indice glicemico degli alimenti, all’indice enzimatico e all’indice calorico. Più basso è questo parametro di stoccaggio e meno quell’alimento farà ingrassare.